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quello che di me la gente non vede

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"La rappresentazione che farà, difficilmente potrà essere una rappresentazione di me com'io realmente sono. Sarà piuttosto com'egli interpreterà che io sia."

24 giugno, 2006

Asfalto infame!


Sono le quattro e mezza di una notte cominciata che non ho voglia di uscire, che che cazzo mi sono messa addosso stasera, che se non arriva l'autobus prendo e torno a casa a dormire...una di quelle notti che non ha ragion d' essere e che, come tutte le cose su cui non scommetterei una lira mi ha stupito. Più della notte, a stupirmi è stato il fatto che...insomma ma io sono stata in Spagna, possibile ridursi in questo stato con due birre? va bene Tennet's super pero pero tampoco tanto!? Che ore sono?... non so, tardi. In certi momenti l'orologio è proprio l'ultima cosa che guardo...devo trattenere il vomito, cercare l'equilibrio su zeppe improbabili e tentare di non barcollare, evitare le ortiche e se fosse possibile non prendere a calci le caviglie di chi mi sta accanto. Uno scenario che sembra incollato maldestramente ai bordi della città, un'amica che mi capisce senza parole e ascolta quello che penso non quello che dico, sbronza, ubriaca o totalmente devastata, ne ho la certezza: questo mondo è ridicolo e io lo sono almeno quanto lui. E' tutto uno spreco! ... ma adesso che mi importa adesso posso essere una spagnola di Malaga, posso stendermi su un ponte e sputare di sotto, non mi interessa di niente e nessuno...però questo fottutissimo asfalto potrebbe essere un pò più gentile!
Notte!

21 giugno, 2006

La maldición - Que te den!

Yo tuve un sueño señores
y a mí se me cumplió
pero si hablamos de amores
yo llevo encima una maldición
La maldición, la maldición
esa maldita compañera que
hace sombra en mi corazón
chiquitico pom pom
No siempre vas a estar tú sola
me dijo La Santera
canta y quitate las penas tú
cómete la vida entera
La maldición, la maldición...
Rodeada de amigos
paso mi vida entera
mientras mi moreno se va
por la carretera,
porque también él lleva
La maldición, la maldición

19 giugno, 2006

O Santu Paulu meu de le tarante


Una cascina alle porte della città, un caldo afoso, forse troppo per una notte di quasi estate, gonne lunghe e scialli, tamburelli e organetti...come aver attraversato l'Italia in mezz'ora. Persino il rombo degli aerei che decollavano dall'aereoporto lì accanto sembrava muto coperto dal ritmo di quella danza infernale. Dai più piccoli e ignoranti paesini del sud, dalle peggiori credenze popolari si è evoluta, riscritta e adattata fino a conquistare anche la grande metropoli. Il morso di questa fantomatica taranta era la causa di una presunta possessione demoniaca; più razionalmente l'effetto di una fortissima volontà di liberazione e di esibizione delle donne. Sono passati secoli e non ci serve più un ballo isterico per farci notare ma sarà per le mie origini, mi sento di crederci un po' "allu ballu ca libera lu core". Alla fine ci credono un po' tutti. Che tu ce l'abbia d'amore, di stress, persino con il mal di stomaco è davvero difficile che non ti parta dai piedi anche un minimo leggerissimo movimento. Poi è tutto lasciarsi andare, prendere il tempo e quando cadi a terra e ti gira tutto anche se non hai bevuto, e quando ti senti la testa vuota e fredda, allora l'esorcismo è riuscito. Storici, etnomusicologi, psichiatri e altri indottrinati hanno proposto tra le più svariate interpretazioni del tarantismo; in pochi hanno tentato di spiegare scientificamente le tarantate arrampicate sui muri e in posture improbabili e chi le ha viste ci ha decisamente rinunciato. Ormai il fenomeno non esiste più, ma restano i suoi misteri...una folla di gente, il sabato sera della partita dell'Italia, una cascina alle porte della città, un caldo afoso, gonne lunghe e scialli, tamburelli e organetti.
...dimenticavo: farà anche passare il mal d'amore, ma i polpacci ne escono decisamente mal messi!!!!!

12 giugno, 2006

Coincidenze!


Nei posti più assurdi, tra i fatti meno probabili, persino nella telecronaca delle partite...Malaga!!! E per fortuna che doveva passare..questa sensazione, l'impressione che le cose non finiscano, non possano finire e contemporaneamente l'assoluta sicurezza che invece sono finite e puoi fare ben poco per rimettere insieme le condizioni in cui hai vissuto per un anno e in cui avresti continuato a vivere, perchè no?!.. So di essere pesante e anche un po' noiosa, di riferire troppe cose a quel periodo Erasmus, di stressare chi a Malaga con me non c'era con storie e racconti che fanno sorridere solo me..e so che a un certo punto bisogna prendere coscienza...ma perchè!?!? Alla fine l'incoscienza sarebbe in sè una condizione di vita favorevole, ragionare è una fatica e più faticoso ancora è analizzare i frutti di tutti i ragionamenti, ogni singolo evento letto e riletto con stati d'animo differenti, angosce che si sommano, paranoie che si ingrandiscono e lo scopo di tutto qual è? Perchè almeno fossero i mille passaggi per risolvere quelle infami interminabili espressioni logaritmiche, fosse una fatica ricompensata da un risultato..ma va...ti ritrovi a parlarne davanti ad una birra, con chi fa la tua stessa fatica tutti i giorni e l'unica consolazione è sapere che non solo tu hai imparato a ragionare!

...qualcuno me l'ha dedicata!

Mi sento bene solo se
Mi faccio male
Il bene in fondo che cos'è
Ognuno ne ha per se
Rovescia e contrariata
Contraddizioni di
Donna arrivata e libera
Sono stonata
Un gran dolore come se
Spina nel cuore
Diversa da com'ero
Nero mistero
Distorta ed eccitata
Donna vietata
Scema mi sto sentendo
Venire meno
Deviata stonata
Deviata stonata
..finchè lo so io va bene...ma se si sparge la voce è una tragedia!!!!!

05 giugno, 2006

Volver

...e non provate a tradurre il titolo! E' da quando sono stata in Spagna che ho questa fissa e ne sono sempre più convinta: lo spagnolo più di ogni altra lingua è onomatopeico. Vi sembra che "tornare" faccia lo stesso effetto di "volver"? no proprio no, torna indietro anche la parola, si attorciglia su se stessa!A parte questa disquisizione sulla lingua, il film...bè si attorciglia anche lui. Rimbalza sulle vicende di quattro donne, tutte e quattro degne del premio di Cannes, protagoniste di episodi bizzarri tragicomici in un paesino della Mancha per nulla differente da uno del Sud Italia. Una commedia più leggera di quanto immaginassi, che non lascia aperti discorsi sui temi fondamentali dell'esistenza pur trattandone alcuni tra i più gettonati, morte, omicidio, incesto, adulterio, pazzia; un film che si esaurisce nei suoi 120 minuti, che non vuole nè interpretazioni complicate nè recensioni contorte sul senso della vita così come non vogliono dare spiegazioni le donne di questo film. Torna tutto e chiunque, e non so se questa affermazione è più comica o tragica, del resto come fai a sapere se ridere o piangere davanti a tua madre, deludente in vita, che torna per chiederti perdono?! Non andateci pensando di rivedere "Tutto su mia madre", andateci senza aspettative, anche se è difficile conoscendo il regista, permettetevi di vivere questa storia surreale eppure così vera, per una volta non aspettatevi di impersonarvi, non succederà; potete solo scegliere di essere...assurdamente coinvolti!

Un consiglio: guardatelo in lingua originale.
Una nota: Toledo sta giusto sotto Madrid sul fiume Tago.