...da qua in alto si vede il centro...
....scollegare il cervello, perdere il tempo e anche un pò lo spazio...perdersi, una settimana in mezzo a chi ti fa sentire a casa dopo cinque minuti, la certezza che tutti quei sorrisi sono sinceri, il sollievo quando mi fermo a fotografare le bandiere e mi accorgo che non sto pensando, vincere un palio ed essere in piazza, urlare, liberare la rabbia, il nervoso, la tensione, la delusione, ti vo qui ti vo la ti vo 'nculo, una porta, una bandiera una sola, un inno, i brividi e le lacrime, il caldo all'una in piazza del campo, il vino ghiacciato, quelle arrivate inaspettate e quelle dichiarate, il cittino che fra ti arrestano, il ciuccio nella grappa, l'Istrice e il Leone, pungo...sol per difesa e della gente vorrei tanto fregarmene, scappare ma tanto non serve, e allora accettare di non essere quello che speravi di essere, accorgersi di stare male quando è scontato dover stare bene, contare i secondi di interminabili minuti aspettando una telefonata, attraversare milano in bicicletta sotto la pioggia per non pensare e qualcuno ha detto che è l'unico modo, e poi imporsi di pensare, scappare, guardare il tramonto sul canale con la testa in un posto e la mente in un altro, scivolare da un certezza e attaccarsi a una speranza, frastornarsi nel rumore dei fuochi riempirsi di quei colori per arrivare alla fine del mese, ricominciare tutti i giorni nello stesso modo, con la stessa testa aggiungendo ogni mattina un po’ di consapevolezza che così non posso continuare, non essere in grado di cancellare niente e nessuno, esserne fiera perchè della mia vita non butto via niente, sognare sperare, zitta, se le dici le cose belle poi non succedono, sognare e svegliarsi piangendo la mattina sicura che non è stato un caso, la macchina per gli hot dog, un girasole, i temporali estivi quando sono sola a casa, la grandine, maledetta, le sensazioni e crederci fino a tirare un sospiro e dire lo sapevo…e ora…scappare di nuovo!
