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quello che di me la gente non vede

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"La rappresentazione che farà, difficilmente potrà essere una rappresentazione di me com'io realmente sono. Sarà piuttosto com'egli interpreterà che io sia."

30 agosto, 2006

Contrasti

Costretta dal mare mosso ad una scomoda tintarella sugli scogli, quando è già difficile concentrare i pensieri per rimanere in equilibrio su quelle rocce assassine e vorresti solo chiudere gli occhi e addormentarti, il tuo cervello è preso da una smania improvvisa di riflettere. Sono rimasta a fissare una roccia sommersa per metà, quella maledetta roccia ma quante cicatrici mi avrà fatto in vent'anni, è sempre stata lì imperterrita barriera tra il sole e il mare aperto, ora mi arriva appena alle ginocchia, ma me la ricordo gigantesca. E ho pensato che assurdo contrasto, uno scoglio nel mare, l'immobilità contro lo scorrere continuo. Se mi chiedessero di esprimere il concetto del tempo con una parola probabilmente direi mare. C'è qualcosa di più volubile di lui? Imprevedibile, sconosciuto, calmo e agitato, silenzioso e rumoroso, desolato e affollato allo stesso tempo, qualcosa che ti sembra di poter domare anche se è lui che doma te! E qualcosa più immobile di uno scoglio? Resta lì millenni, forse si consuma ma così lentamente da rendere il cambiamento impercettibile, intorno gli scorre acqua sempre diversa, inciampano contro di lui sempre bimbi nuovi e non c'è nulla che lo smuoverà da lì.
Non ho visto una persona per sei anni, ora è sposata e ha una bambina, io ho i capelli impercettibilmente più lunghi, un paio di impercettibili chili in più, e un'impercettibile abbronzatura.