quellachenonsono

quello che di me la gente non vede

Le mie foto
Nome:
Località: dovenonsono

"La rappresentazione che farà, difficilmente potrà essere una rappresentazione di me com'io realmente sono. Sarà piuttosto com'egli interpreterà che io sia."

31 maggio, 2006

Pensieri di una notte



Troppo tardi per telefonare, troppo tardi per trovare un film e annullarci dentro tutti i pensieri di una giornata, ma troppo presto per svenire addormentato senza che ti prenda quell'assurdo senso del dovere verso inutili e angoscianti riflessioni. A fatica tieni gli occhi aperti, paura di quel buio che non è ancora sonno, un' imbottitura attorno alla testa, come di chi in una sera si immischia in una rissa coi peggiori fantasmi del passato, e vorresti che le lancette in quelle sei ore in cui tutto dorme invertissero il senso fino a quell'età in cui eri e basta.Ti assillano domande a cui rispondono solo i banali consigli di una notte che potrebbe, ma non ha alcuna intenzione di esserti, pacifica compagna. E prima di arrenderti a lei, ti ostini a scrivere, alla fine lo sai, domattina aprirai lefinestre e sarai lo stesso di sempre per tutti tranne che per te.

...l'inizio della fine...

26 maggio, 2006

Un libro mi ha letto...


Adesso cerca di capire, fratello. Cerca di capire, se puoi / Tutto quel mondo negli occhi / Terribile ma bello / Troppo belloE la paura che mi riportava indietro / La nave, di nuovo e per sempre / Piccola nave/ Quel mondo negli occhi, tutte le notti, di nuovo / Fantasmi / Ci puoi morire se li lasci fare / La voglia di scendere / La paura di farlo / Diventi matto, così / MattoQualcosa devi farlo e io l'ho fatto / Prima l'ho immaginato / Poi l'ho fatto / Ogni giorno per anni / Dodici anni / Miliardi di momenti / Un gesto invisibile e lentissimo.Io che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita.Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. siamo astuti come animali affamati. Non c'entra nulla la pazzia. E' genio, quello. E' geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.Allora li ho INCANTATI. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli chemai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte nel mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, i miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollarevinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. Non è pazzia fratello. Geometria.E' un lavoro di cesello. Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno ho raccontato se non a te....


Non so più quante volte ho riletto quel libretto e quante volte ho immaginato di metterlo in scena. E tutte le volte lo spettacolo di cui mi sono improvvisata regista finisce in un punto diverso...questa volta si è concluso così. Ci sono libri che più che lasciarsi leggere ti leggono. Sembra un avvertimento, un rimprovero, un insulto..fa lo stesso effetto che mi faceva da piccola lo sguardo di mia madre arrabbiata...sta proprio urlando con me, ho sbagliato di nuovo.
I desideri voglio viverli e non se ne parla di incantarli dietro di me e lasciarli a segnare la rotta dei miei viaggi. Voglio cucire sempre più stretta la mia vita ai miei desideri, non mi interessa se li realizzerò ma voglio impazzire con loro, starci male e per favore che nessuno mi salvi. La geometria la conosco fin troppo bene e di essere la migliore proprio non mi interessa, stavolta sfido me stessa.."è dinamite fratello quella che hai sotto il culo".