quellachenonsono

quello che di me la gente non vede

Le mie foto
Nome:
Località: dovenonsono

"La rappresentazione che farà, difficilmente potrà essere una rappresentazione di me com'io realmente sono. Sarà piuttosto com'egli interpreterà che io sia."

16 maggio, 2008

...deliri alcolici...

SE UN GIORNO MI SPOSO

...se un giorno mi sposo si affitta un paese, gli uomini si vestono tutti di bianco, non si mangia ma si beve. si fa un istrice tutto grosso di quattro colori perchè è l'unico che ne ha quattro. E che si beve? Vino rosso tutta la vita, che ci deve mancare?..ah si, una piscina, poi si tirano a sorte gli uomini con i colori dei vestiti delle donne, ogni uomo mette l'orologio in una ciotola e poi si estraggono. Ovvia selezione all'ingresso e la faccio io. Che paese? Linari, scrivi Linari, esiste davvero sai...



COME CERCHI IL MARE

Ho capito una cosa, tu cerchi il mare, ma non nel senso fisico, tu cerchi il mare come stato mentale. Lo cerchi in tutte le cose che fai, ogni volta che giri l'angolo tu lo sai che ci sarà l'immenso, capito? Tu cerchi...cerchi un confine che sai che non vedrai. Senza limiti, senza regole o con troppe regole, improvvisa, una vita cercando il mare, ho capito che vuol dire!



LA PIAZZA STUFA

Una volta una mia amica mi ha detto che sono come una piazza dove convergono tante strade...mi sa tanto che anch'io mi sento un pò piazza, e sai che ti dico che mi sono rotta di essere piazza e divento via, una via stretta stretta senza uscita....se diventiamo una piazza con lo sbocco sul mare non c'è strada che tenga...piazza San Marco!

Testualmente tratto dal delirio alcolico - 14/5/2008 BOH

12 maggio, 2008

Fuori e dentro milano



Io le domeniche non le ho mai sopportate...e non perchè il giorno dopo è lunedi, ma per quel senso di abbandono che invade la città; quindi o te ne vai lasciandola sempre più sola o cerchi chi c'è rimasto; ieri ho fatto tutte e due le cose.


In una villa irresponsabilmente fatiscente appena fuori dalla cittài monologhi di 80 attori fanno parlare per un pomeriggio le corti abbandonate della villa Arconati.


Otto pachi: il teatro di diana, il teatro delle commedia, quello di nettuno e di andromeda, la ronda del galeazzo, la fontana dei draghi, piazza d'ercole e il laghetto. Giovani e meno giovani con la sola voglia ormai incompresa, di raccontarsi attraverso testi propri, presi in prestito o sfidando la fantasia su improvvisazioni decise dal pubblico. Il viale principale della villa con le foto di Monologhiamo 2007, teli e nastri bianchi per indicare i percorsi fino agli spazi recitativi e poi racconti, esperienze, denunce, incomprensioni, barzellette di attori professionisti ma non per forza. Per fortuna qualcuno che ascolta c'è ancora e ascolta con un rispetto che invidierebbero i grandi teatri.


La serata chiude con cena e concerto, ma torniamo in città...tanto ci aspettano.


REBELOT 'el suc de milan' - Fiera metropolitana delle autoproduzioni..del riciclo e dell'ingegno....oggettivamente nulla di che... bancarelle carine ma non particolarmente originali... soggettivamente una sensazione riscoperta. Una contraddizione al grigio e alla monotonia di una metropoli, le canzoni su cui si canta sempre e comunque, che dopo un pò magari annoiano, ma mai se le gridi da un ponte in faccia ai grattiaceli di zona garibaldi...era proprio un vaffanculo, poi scegliete voi per chi o che cosa, ma io l'ho sentito forte e chiaro.

Grazie amico!

04 maggio, 2008

...sprecando le vele...


In mezzo al mare, cercando l'improbabile ombra di una vela che oggi è inutile, ho pensato tanto e mentre il mio viso sbiancato dalla pallida metropoli si coloriva della rilassatezza dell'isola, ho capito che da tempo ho spiegato vele inutili, che da troppo tempo non c'è vento che mi faccia spostare di un metro. Non mi servono e tenerle su è una fatica insensata.

Sono annoiata dalla sensazione di sprecare i miei pensieri e mi arrendo ad ammettere che anche i sentimenti si possono risparmiare.

Spedire il tuo libro preferito per un compleanno e accorgersi che quelle tre righe che rileggi ogni giorno e che sai a memoria non sono neanche sottolineate. Lasciare ascoltare una canzone che ti fa piangere, sorridere, ricordare e rendersi conto che siete troppo diversi. Passeggiare sul lungotevere per la prima volta nella vita, quando il rosso del tramonto colora Roma di una luce magica e regalare proprio l'attimo in cui il sole filtra attraverso milioni di anni per quel ponte, perchè lo sai che l'adorerebbe, perchè lo vorresti lì con te per dirgli che va bene, un pomeriggio al parco, un giro in bici, la tenerezza e il nervoso, va bene tutto in tutte le sfumature a patto che sia unico...regalare proprio quell'attimo e dover accettare che il tuo pensiero rimbalzi, è caduto nel fiume insieme al pallone da calcio di quei bambini che per oggi hanno smesso di giocare.

Non sono promesse, non un "ti giuro" e neppure un "per sempre", semplici pensieri unici per uniche persone....semplici pensieri...ma fa un male assurdo che siano andati sprecati.